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Homiliae clarissimi viri, celeberrimique in orbe concionatoris, fratis Hieronymi Savonarolae Ferrariensis ordinis predicatorum in totum libellum Ruth, ac in totum Michaem

Data
1556
Collezione
Libri e Archivi
Collocazione
Biblioteca degli Uffizi
Tecnica
Volume a stampa
Dimensioni
h.  21 cm
Inventario
Rari 10

Le Omelie sul libro di Ruth e di Michea furono pubblicate a Salamanca nel 1556 dallo stampatore Giovanni da Canova. L’opera in lingua volgare veniva tradotta in latino da Fra Alfonso Mugnozio Teuario della famiglia dei predicatori.

La cinquecentina è dedicata alla Serenissima sovrana Giovanna, regina di Castiglia e Portogallo, con l’augurio di salute e di regno duraturo. Sul frontespizio compare lo stemma della Castiglia con un cartiglio che celebra l’imperatore Carlo V “Carolus V Imperator Hispaniae Rex”. Giovanna d’Asburgo, infanta di Spagna e arciduchessa d’Austria, era la quarta figlia dell'imperatore Carlo V e di sua moglie, Isabella del Portogallo.  

Nel proemio del libro, il frate Alfonso Mugnozio invita la regina a non stupirsi della dedica: se Giovanni Bresauola aveva già dedicato l’opera di Savonarola su Amos e Zaccaria alla parente Isabella d’Aragona, adesso l’opera su Ruth viene offerta a Giovanna di Castiglia, una sovrana che si è dimostrata protettrice delle lettere e della sapienza. Ricordando la fama di Savonarola, il frate Alfonso Mugnozio sottolinea come sia giusto che le sue opere siano dedicate ai sovrani, ma allo stesso tempo invita l’Augustissima Giovanna a sostenere e proteggere l’incomparabile predicatore affinché parli a tutto il mondo in lingua latina, reprima i vizi e riporti in auge i buoni costumi.

Storicamente si può avanzare l’ipotesi che non sia casuale la dedica all’infanta di Spagna delle omelie sopra la moabita Ruth, che rappresentava un modello di pietà ed era la bisnonna del futuro re David. Nella società del tempo i riferimenti biblici erano subito comprensibili a differenza di quanto avviene nella società di oggi. A metà Cinquecento, il padre di Giovanna, Carlo V, stava infatti restaurando una monarchia universale che aveva nel cattolicesimo il fondamento morale. Carlo V era animato da una sincera fede religiosa che lo chiamava a proteggere la Cristianità e in questo contesto politico il libro di Ruth poteva assumere un particolare significato. Se per tradizione il giudaismo aveva visto il rapporto con gli stranieri come una pericolosa contaminazione, il libro di Ruth annunciava l’universalità di una salvezza che sarebbe giunta a Israele proprio attraverso la discendenza di una donna straniera. Inoltre la storia familiare di Giovanna d’Asburgo ricalcava quella dell’eroina biblica: come Ruth, rimasta vedova di un israelita, anche Giovanna, sposata col principe del Portogallo Giovanni Manuele d’Aviz era rimasta precocemente vedova dopo solo due anni di matrimonio, coronati dalla nascita di un figlio.

 Non conosciamo la provenienza dell’esemplare conservato agli Uffizi, non ci sono né iscrizioni né note di possesso ma è da segnalare che la cinquecentina presenta incollate insieme le c.76 e c. 88 per eliminare la settima omelia.

Bibliografia

Scelta di prediche e scritti di Fra Girolamo Savonarola con nuovi documenti intorno alla sua vita, a cura di P. Villari e E, Casanova, Firenze, 1898; Vita di Girolamo Savonarola, a cura di R. Ridolfi, Firenze,1974; D. Weinstein, Savonarola: ascesa e caduta di un profeta del Rinascimento, Bologna, 2013.

Testo di
Silvia Pagni
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