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Cassetta Medici

Autore
Valerio Belli (Vicenza 1468 c. - 1546)
Data
1530-1532
Tecnica
Cristallo di rocca inciso, controfondo di foglie d’argento, argento dorato e smalti
Dimensioni
15 x 26,7 x 14,5 cm
Inventario
Gemme 1921 n. 505

La cassetta, capolavoro della glittica rinascimentale, ha la forma di un sarcofago classico, dove due fasce decorate con filigrana e smalti policromi a motivi di rosette costituiscono la base e il fregio di una serie di colonnine doriche in argento dorato. Queste inquadrano otto specchiature dove le formelle in cristallo di rocca - che per controfondo hanno una sottile lastra d’argento - fanno rifulgere gli episodi della vita di Cristo intagliati nel cristallo: l’Adorazione dei Magi, la Presentazione al Tempio, Gesù tra i Dottori, il Battesimo di Cristo, Cristo e l’adultera, Cristo che scaccia i mercanti dal Tempio, la Resurrezione di Lazzaro.

Sul coperchio, a forma di tronco di piramide, i cristalli raccontano le scene della Passione di Cristo, ispirate ai rilievi antichi e a Raffaello e alla sua scuola: Cristo in casa de Fariseo, l’Ingresso di Cristo a Gerusalemme, l’Orazione nell’orto, la Presa di Cristo, Cristo davanti a Caifa, Pilato che si lava le mani, la Flagellazione, l’Andata al Calvario, la Crocifissione, le Tre Marie a sepolcro, l’Ascensione. All’interno, sul fondo, sono inserite la Deposizione dalla croce e le figure dei Quattro evangelisti.

L’originaria funzione della cassetta può essere stata quella di repositorio per l’Eucarestia, dove la liturgia prevedeva di conservare le ostie nei giorni compresi fra il Giovedì Santo e la Pasqua, nei quali non si effettua a Consacrazione.

Sulla genesi di questo prezioso oggetto informa il carteggio intercorso negli anni 1530 – 1532 fra il letterato veneto Pietro Bembo e il papa mediceo Clemente VII a proposito di un ritratto richiesto dall’artista per copiarlo e includerlo nella cassetta. Il destinatario della cassetta fu Francesco I di Valois che la ricevette in dono dal pontefice Clemente VII a Marsiglia nell’ottobre del 1533 in occasione delle nozze della nipote Caterina de’ Medici con il secondogenito del sovrano, il futuro re di Francia Enrico II. Lo scrigno fece ritorno a Firenze con i beni della dote di Cristina di Lorena, nipote di Caterina, quando nel 1589 fu scelta come sposa di Ferdinando I de’ Medici.