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San Giovannino nel deserto

Autore
Mario Bacchelli (Bologna 1893-Memphis 1951)
Data
1930 ca.
Tecnica
olio su tela
Inventario
Giornale 5638

La pittura luminosa ma consistente e spessa richiama la superficie scabra di un affresco; la figura affusolata e gentile del santo giovanissimo ritorna ai più celebri modelli della tradizione quattrocentesca, tra Donatello e Desiderio da Settignano, e in particolare allo splendido San Giovannino Martelli del Bargello. Gli accenni di vegetazione e la lucertola che si arrampica sulla parete sembrano allusioni alla vitalità erompente dei dettagli naturalistici con cui Ghiberti incorniciò le lunette polilobate della Porta Nord del Battistero.A partire dagli anni Venti del Novecento l'arte dei maestri del passato fu sistematicamente studiata per riprendere il filo della tradizione oltre la rottura operata dalle avanguardie dei primi decenni del secolo. E proprio nel solco di questo recupero, Bacchelli, dopo essersi interessato a cubismo e futurismo, aver soggiornato a Roma (dove fu amico di Armando Spadini), Parigi (dove conobbe Auguste Renoir), in Brasile e Argentina, viaggiava per la penisola: “ora giro come un innamorato per queste nostre città d'Italia... e ritrovo dentro di me quel grande amore alla luce del sole che forse gli impressionisti mi hanno insegnato meglio di ogni altro tra i moderni; e tra gli antichi i maestri del Quattrocento fiorentino e i veneziani”. 

La rappresentazione del profeta giovinetto sembra quasi richiamare il gioioso inno che il padre Zaccaria proclama dopo la nascita del figlio, quando ne annuncia il nome riacquistando il dono della parola. Metafora di salvezza, ma anche riferimento geografico: si preparava la strada a chi arrivava atteso a Gerusalemme perché il deserto intorno alla città cancellava anche le vie più battute. San Giovannino richiama alla conversione, vestito in pelli di cammello come la tradizione indica (Zaccaria 13), nell'ambiente inospitale del deserto, cibandosi delle sole fonti di sostentamento che l'uomo vi può rintracciare. Lo sguardo lontano è quello di chi guarda oltre il presente, proiettato nel futuro di salvezza che segue quello di predicazione e martirio.