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Apoxyomenos

Autore
Arte romana
Data
Prima metà del II secolo d.C.
Collezione
Collocazione
Corridoio di Levante
Tecnica
Marmo greco a grana media; integrazioni in marmo italico leggermente venato di grigio
Dimensioni
1,93 m (altezza)
Inventario
1914 n. 100

La statua dell’Apoxyomenos (o Atleta con lo strigile), verosimilmente arrivata da Roma intorno alla metà del Cinquecento, giunse agli Uffizi all’epoca della loro formazione, sul finire del XVI secolo, dopo essere stata esposta nella Sala delle Nicchie a Palazzo Pitti. La statua, che raffigura un atleta in nudità ideale, riproduce un archetipo in bronzo databile intorno alla metà del IV secolo a.C., che è stato attribuito a un allievo di Policleto, il massimo scultore della seconda metà del IV secolo a.C. Il suo atteggiamento era quello di pulire lo strigile o, più verosimilmente di passarlo sul dorso della mano sinistra. Sembra quasi che l’artista abbia voluto contrapporre un volto con tratti ancora da adolescente, al corpo estremamente sviluppato, che aveva consentito all’atleta di partecipare con successo alle competizioni dei ragazzi, misurandosi con successo in un agone pesante, verosimilmente il pugilato, come suggeriscono i padiglioni auricolari leggermente rigonfi. Sui limiti di età di queste gare, riservate ad atleti che non avevano ancora raggiunto l’età adulta, alcuni pensano che vi fossero ammessi atleti fino a diciannove anni, altri ritengono invece che il limite superiore fosse rappresentato dai diciotto anni. Certo è che anche ai vincitori di queste gare venivano tributati onori e celebrazioni. Basti pensare ad Antipatro di Mileto, vincitore nel pugilato dei ragazzi nel 388 o nel 384 a.C., che Dionisio I cercò di corrompere perché si dichiarasse siracusano, ma che nell’iscrizione della statua, scolpita da Policleto II, dichiarava di essere stato il primo degli Ioni a vincere a Olimpia, dove ricevette grandi onori anche Ateneo di Efeso, vincitore nella stessa gara, forse nel 352 a.C. In questo contesto potrebbe avere un senso il fatto che due delle copie in bronzo dell’Atleta con lo Strigile appaiono lavorate in una stessa bottega, da localizzare in Asia Minore. L’esistenza di repliche fedeli in materiali diversi (marmo, basanite, bronzo), accompagnata da versioni di formato ridotto e da varianti, conferma in ogni caso che l’archetipo dell’Atleta con lo strigile era un’opera famosa di età classica. Il taglio degli occhi e delle labbra socchiuse visibile nella statua fiorentina appare netto ed elegante, mentre il modellato del volto è improntato a un gusto classistico sobrio, ma raffinato, che ci indirizza verso un periodo compreso tra il 130 e il 150 d.C. Una conferma in questo senso è offerta dal sostegno a forma di tronco di palma, di un tipo attestato in statue dell’epoca.

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