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Adorazione dei magi

Autore
Leonardo da Vinci (Vinci 1452 – Amboise 1519)
Collezione
Collocazione
Sala 85
Tecnica
Disegno a carbone, acquerello di inchiostro e olio su tavola
Dimensioni
244 x 240 cm
Inventario
Inv. 1890 n. 479
Restauri
Restauri: 2012-2017, con il contributo dell’Associazione Amici degli Uffizi.

 

Un documento del luglio 1481 attesta che Leonardo da Vinci aveva ricevuto dai Canonici regolari di Sant’ Agostino l’incarico di dipingere la tavola dell’altare maggiore della chiesa di San Donato a Scopeto, situata fuori dalla cerchia muraria di Firenze. Il dipinto, che Leonardo si impegnava a completare entro 30 mesi, aveva come tema l’Adorazione dei Magi, cioè la celebrazione della festa dell’Epifania in cui, secondo Sant’ Agostino, tutti i popoli rispondono alla chiamata di Cristo. Per questo tema Leonardo studiò una composizione molto complessa, ricca di figure, articolata in un semicerchio che ha per fulcro la Vergine col Bambino. Davanti si inginocchiano i Magi, che portano in dono a Gesù oro, incenso e mirra. Leonardo dipinge un fondale in cui s’avvicendano architetture rovinose, scontri di cavalli e cavalieri; a sinistra è raffigurata la costruzione di un edificio, forse un tempio, preceduto da due rampe di scale come il presbiterio di alcune chiese medievali (ad esempio San Miniato al Monte a Firenze). Il tempio, che allude alla pace, si contrappone alla turba di cavalieri in battaglia rappresentata sul lato opposto. Nel settembre del 1481 Leonardo stava ancora lavorando al dipinto, ma pochi mesi più tardi il pittore lasciò Firenze per recarsi a Milano, alla corte di Ludovico il Moro, interrompendo l’esecuzione del dipinto per la chiesa di San Donato a Scopeto. Inutilmente gli agostiniani attesero che il pittore tornasse per ultimare il dipinto, fino a che decisero di affidare l’esecuzione di una nuova pala d’altare con l’Adorazione dei Magi a Filippino Lippi, ultimata nel 1496. L’Adorazione dei Magi di Leonardo è dunque un dipinto sospeso nella sua esecuzione a un primo livello di abbozzo. Il maestro portò l’elaborazione dell’opera a stadi diversi: alcuni personaggi sono appena delineati, come per fermare un’idea, altri sono più rifiniti. Il cielo è costituito da una stesura a base di bianco di piombo e lapislazzulo.

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