Abito femminile

Manifattura francese (?)
Data
1770-1775
Tecnica
Pékin di seta avorio a righe rosa e tralci di piccoli fiori policromi
Bibliografia

La Donazione Tirelli. La vita nel costume, il costume nella vita, a cura di U. Tirelli e M.C. Toma, 1986, n.3,   pp.34-35, 202; S. Ricci, Catalogo, in  La Galleria del Costume/4, a cura di K. Aschengreen Piacenti, 1990, n.2, pp.29-30; Eleganze della moda fra ‘700 e ‘800. Abiti storici dalla Galleria del Costume di Palazzo Pitti, a cura di Caterina Chiarelli e Carlo Sisi, Milano 1997, n.6, pp.22, 67-68. Catalogo della mostra Caravino, Castello di Masino, 18 aprile-27 luglio,1997.

Inventario
Tessuti Antichi n. 3729

Questo abito rappresenta un raffinato esempio di robe à la française o andrienne, dal nome della commedia “Andrienne” di Baron (moderno rifacimento dell’ “Andria” di Terenzio Afro Scipione), in cui l’abito fece la sua primissima comparsa, nei panni dell’attrice Marie Carton Dancourt. Durante la rappresentazione in un teatro parigino la foggia dell’abito ebbe un tale successo da divenire la veste più in uso in tutto il XVIII secolo, a partire dal regno di Luigi XV (dopo il 1715 circa).

Gli elementi che lo contraddistinguono sono il bustino molto stretto in vita e scollato sul seno, la gonna molto ampia aperta sul davanti a scoprire il sottogonna ed il lungo strascico sulla schiena raccolto in alto da pieghe a cannone. Dal 1770 circa, la robe à la française, da capo d’abbigliamento informale entrò a far parte del cerimoniale di corte, divenendo l’abito di gala preferito dall’aristocrazia. 

 

Dono Umberto Tirelli

Testo
Caterina Chiarelli