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Mercurio con petaso

Data
II secolo d.C.
Collocazione
Galleria delle Statue
Tecnica
marmo di carrara (?)
Dimensioni
alt. cm. 190
Inventario
OdA 1911, n. 664

La statua, già collocata presso la Galleria degli Uffizi, presenta numerosi interventi di reintegrazione di parti perdute, uniti a non minori interventi di riapplicazione di parti già pertinenti. Sebbene la testa sia antica, rimane incerto se fosse in origine pertinente alla figura o se sia frutto di un  reimpiego di materiale antico, caso tutt'altro che raro nella pratica del restauro tra Cinque e Settecento: le forti tracce di rilavorazione presenti sulla parte inferiore del volto inducono a supporre l'originaria presenza di una barba, eliminata forse perché molto danneggiata o per armonizzare il volto con il carattere giovanile del nudo.

Il lavoro di restauro condotto modernamente sul marmo ha dunque sensibilmente modificato la figura originaria che, molto probabilmente, non raffigurava Mercurio ma proponeva semplicemente un modello di figura virile nuda con un manto (detto clamide), drappeggiato sulla spalla piuttosto comune nell'orizzonte dell'arte greca del IV sec. a.C.. In epoca romana questo capo veniva impiegato nella raffigurazione, oltre che di divinità, di eroi, di imperatori divinizzati o di privati, come forse nel caso di questo personaggio barbato.

A trasformare la statua in un'immagine del dio protettore dei viaggi e dei commerci è in particolare l'aggiunta, da parte dello scultore-restauratore, di un significativo dettaglio, il pétasos, un copricapo di origine macedone frequentemente presente nelle raffigurazioni di Hermes tramandate dal mondo greco-romano, tanto nella pittura vascolare e murale quanto nella scultura: ad esaltare la funzione di Hermes quale rapido messaggero degli déi, spesso il copricapo appare, come nel caso presente, munito di piccole ali sui lati.

La lavorazione delle superfici suggerisce per il corpo una generica datazione al II sec. d.C. che, per quel che invece riguarda la testa, può essere ulteriormente precisata all'età antonina per la resa di alcuni dettagli quali la capigliatura riccamente chiaroscurata, l'uso di iridi incise con pupille scavate e l'espressione del volto appena increspata dalle sopracciglia corrugate.

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