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Atleta

Data
prima metà del II secolo d.C
Collocazione
Galleria delle Statue
Tecnica
marmo bianco a grana media
Dimensioni
alt. cm. 178
Inventario
OdA 1911 n. 668

Le integrazioni moderne di questa scultura si limitano al piede sinistro, a parte delle mani e alla punta del naso. Sebbene sia ricomposta da numerosi frammenti, la scultura conserva quasi integralmente la figura di un atleta rappresentato in un momento preliminare alla lotta, nell’atto di cospargersi con l’olio versato dal vasetto piriforme (noto come aryballos) stretto nella mano sinistra alzata: tale pratica era molto diffusa tra i lottatori del mondo greco, sia per sfuggire più facilmente alla presa dell'avversario sia perché le proprietà antiinfiammatorie  dell'olio consentivano una maggiore resistenza atletica. Il marmo fiorentino, insieme ad un'altra replica conservata a Dresda, dà il nome a un tipo statuario datato ai primi decenni del IV sec. a.C. e ricondotto a un ignoto esponente della seconda generazione di scultori della scuola di Policleto. A collegare al celebre maestro l'opera di questo ignoto e pur valente artefice è la vivace e dinamica rappresentazione delle masse muscolari, l'inclinazione della testa e la posizione delle braccia che creano l'illusione di un precario equilibrio statico e di un agile movimento: la lezione di Policleto, il quale nel suo Doriforo attraverso un calibrato bilanciamento di contrapposizioni e simmetrie aveva appunto applicato i criteri da lui elaborati per la rappresentazione di una figura statica con potenzialità infinite di movimento, appare qui portata alle estreme conseguenze, con un risultato di grande potenza espressiva.

Il trattamento delle superfici e, in particolare, della capigliatura, portano a datare intorno alla prima età antonina questa splendida figura di atleta che, prima di giungere a Firenze sul finire del XVIII secolo, aveva per oltre due secoli ornato la Galleria di Villa Medici sul Pincio.

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