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Il Giardino delle Camelie

Autore
Giacinto Maria e Biagio Marmi
Data
1688c.

Il Giardino delle Camelie è situato tra l'ala Sud di Palazzo Pitti e il bastione della Meridiana e fu pensato per mettere in comunicazione gli appartamenti privati del principe Mattias de’Medici, con il Giardino di Boboli. In origine questo spazio lungo e stretto era un'area destinata alla coltivazione delle cosiddette “cipolle da fiore" (bulbose) in cassoni rialzati, edificati in muratura. L'appassionato coltivatore era il Cardinale Giovan Carlo, fratello del principe Mattias. Nel 1688, quando quegli appartamenti furono destinati a Violante di Baviera, sposa del granduca Ferdinando II de’Medici, fu ristrutturato anche il giardino, a cura degli architetti Giacinto Maria e Biagio Marmi che gli dettero l'aspetto che tuttora conosciamo. Un vialetto conduce dagli appartamenti verso il piazzale e la rampa dell’Anfiteatro, dotato di panchine e due piccole vasche con zampilli; una grotticina passante con aspetto finto diruto separa lo spazio pubblico dal privato: al suo interno erano previsti giochi d'acqua per allietare gli ospiti. A fine ‘700 il piccolo giardino venne infossato per il rialzamento del piazzale della Meridiana, così la solarità necessaria per la coltivazione delle fiorite piante da bulbo venne meno: queste condizioni spinsero a destinare quest'area alla coltivazione delle camelie che proprio in quel periodo erano molto apprezzate. L'arrivo della camelia in Italia dal lontano Oriente è databile al 1860 e la Toscana fu uno dei centri di diffusione più vitali di questo fiore, dato l'alto numero di appassionati e coltivatori. Del genere Camellia la specie japonica è la maggiormente rappresentata all'interno del giardino con alcuni esemplari annosi (C. j. “Candidissima”, “Anemoniflora”, “Pulcherrima”, “Rosa Simplex”) e altre cultivar reintrodotte come “Alba Simplex”, “Lavinia Maggi", “Oscar Borrini”, “Tricolor”, “Rosa Mundi”.

Le camelie prediligono terreni freschi, ricchi di humus, con PH tendente all’acido, ben drenati, e siti parzialmente ombrosi con notevole umidità atmosferica ma ben arieggiati; sono assai utili le pacciamature che proteggono le radici superficiali dagli eccessi di caldo e gelo.