Dal 17 aprile, i visitatori della Galleria Palatina a Pitti possono ammirare una grandiosa Scena di Battaglia di Jacques Courtois, detto il Borgognone, appena rientrata dopo un accurato, complesso restauro - iniziato nel 2012 - presso i laboratori dell’Opificio delle Pietre Dure

Il ritorno del Borgognone in Galleria Palatina

Nella sala di Giove della Galleria Palatina, durante i lavori era rimasta la monumentale cornice intagliata e dorata, che inquadrava l’enorme spazio (2 metri e mezzo per tre e mezzo) lasciato vuoto dal dipinto: essa ora è tornata ad inquadrare la presumibile veduta di una delle molte battaglie svoltesi durante la sfibrante guerra dei 30 anni che, a partire dal 1618, sconvolse buona parte dell’Europa.

Grazie al restauro, si possono ora apprezzare al meglio non solo i valori cromatici ma anche molti particolari descrittivi prima inscuriti. Rivive dunque, sulla tela, un campo di battaglia del Seicento: in primo piano, i cavalieri armati di vessilli e spade, i cavalli imbizzarriti, la zuffa furiosa e la polvere sollevata dagli scontri diretti a “corpo a corpo”; sullo sfondo un ampio paesaggio e una città fortificata si distendono sotto un cielo tornato ad essere azzurro. Jacques Courtois, chiamato il Borgognone dalla regione francese in cui nacque nel 1621, appunto la Borgogna, fu uno dei pittori più apprezzati nel Seicento per questo genere di pittura che univa i caratteri della documentazione storica a quelli celebrativi, infondendovi anche un tocco di eleganza nel tratto veloce e nelle tinte fosche, evocative. Borgognone visse a lungo in Italia - morì a Roma nel 1671 – dove per la sua specializzazione di battaglista fu molto richiesto, specialmente nel mondo dell’aristocrazia, e dei regnanti, inclusa la famiglia Medici. Il dipinto ora restaurato proviene dalla collezione del marchese Ridolfi, e fu acquistato per le collezioni pubbliche fiorentine nel 1824.

Alla nuova visibilità e conservazione della grande tela hanno lavorato gli specialisti dell’Opificio delle Pietre Dure diretto da Marco Ciatti: Maria Rosa Sailer e Luigi Orata con Andrea Santacesaria. A loro il direttore degli Uffizi Eike Schmidt esprime gratitudine per il bel lavoro svolto e per il felice rientro dell’opera nella Galleria Palatina.

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