Le Gallerie degli Uffizi si aprono all’arte contemporanea in modo ancora più deciso e innovativo: il 20 novembre inaugura nelle sale di Levante del primo piano degli Uffizi “Flora Commedia”, personale dell’artista cinese Cai Guo-Qiang, curata dal direttore Eike Schmidt e da Laura Donati, curatrice del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi.

Cai Guo-Qiang, classe 1957, nato in Cina e trasferitosi nel 1986 in Giappone, vive e lavora a New York da 23 anni. Con il paese di origine ha mantenuto un forte legame, concretizzatosi nello sfondo filosofico alla base delle sue opere e nella scelta, che lo ha reso celebre in tutto il mondo, di eleggere a materiali privilegiati per la realizzazione delle sue opere la polvere da sparo e i fuochi d’artificio. Negli eventi pirotecnici che inscena, la storia e la cultura orientale, così come il più recente passato, si confrontano con aspetti della moderna tecnologia.

La sua performance più nota - registrata attraverso un documentario prodotto dal canale Netflix e diretto da Kevin Macdonald - è “Sky Ladder”, realizzata nel 2015 al largo dell'isola di Huiyu a Quanzhou, suo paese natale: una scala di fuoco alta 500 metri protesa verso il cielo per connettere simbolicamente la Terra e l’Universo; alla sua realizzazione Cai ha dedicato molti anni e innumerevoli esperimenti.

La mostra ospitata agli Uffizi è parte di un più ampio percorso di riflessione  sulla storia dell’arte occidentale, iniziato nel 2017, che ha portato Cai a esporre al Museo Pushkin di Mosca, al Prado di Madrid e che nel 2019 toccherà il Museo Archeologico di Napoli. In ogni istituzione museale l’artista cinese instaura un dialogo con i rispettivi aspetti della storia dell’arte da essa rappresentati. A Firenze si è confrontato con il Rinascimento: nei mesi che hanno preceduto l’esposizione ha trascorso lungo tempo studiando i dipinti della quadreria  di Palazzo Pitti e degli Uffizi,  al Giardino di Boboli, per osservare le antiche varietà floreali riprodotte nella “Primavera” da Botticelli e presso il Gabinetto dei Disegni, al fine di studiare la tecnica del disegno a punta metallica, ampiamente diffusa tra gli artisti italiani del Quattrocento e dei primi decenni del Cinquecento.

Il risultato di questo studio sono una sessantina di opere di varie dimensioni realizzate con polvere da sparo (oltre a una selezione di bozzetti dell’artista che ne illustrano il processo creativo), in gran parte frutto di tecniche originali sviluppate appositamente per la mostra - come l’utilizzo dei bastoncini di incenso per controllare meglio le combustioni o l’impiego dell’acqua per l’ottenimento di gore e colature - e sperimentate grazie agli stimoli generati dal confronto con le collezioni degli Uffizi.

 

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