Un codice scientifico dalla splendida veste grafica è al centro di una delle mostre più attese dell'anno. Il curatore Paolo Galluzzi ci spiega come ha affrontato la sfida di rendere gli studi di Leonardo accessibili al vasto pubblico!

Nel definire i contenuti della mostra, che segna l’avvio del programma internazionale delle celebrazioni del cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo ad Amboise (2 maggio 1519), mi sono proposto un triplice obbiettivo.

Da un lato, ho ritenuto opportuno richiamare l’attenzione sul contesto nel quale Leonardo vergò le penetranti annotazioni e delineò gli schizzi e i disegni magistrali che rendono questo manoscritto un documento unico. Per questa ragione, l’illustrazione delle tematiche principali discusse nel Leicester viene proiettata sullo sfondo dell’eccezionale stagione della Città del Giglio, che negli anni del secondo soggiorno di Leonardo (1501-1508) – gli anni della compilazione di gran parte del Codice – fu teatro di dibattiti di altissimo livello, di progetti ambiziosi, di produzioni artistiche, scientifiche e letterarie destinate a lasciare una traccia imperitura. Non a caso, Benvenuto Cellini definirà pochi anni più tardi quella irripetibile stagione di Firenze come una vera e propria “Scuola del mondo”.Per rispondere a questa esigenza di contestualizzazione, la mostra dedica attenzione non soltanto ai temi che assumono un rilievo centrale nel Codice Leicester, ma anche al variegato complesso di attività nelle quali Leonardo venne impegnandosi nei mesi e negli anni della sua stesura. Attività affascinanti, che aiutano a gettare luce sulle pionieristiche indagini teoriche e pratiche di meccanica dei fluidi e di storia della Terra sviluppate nel manoscritto di Seattle.Il visitatore potrà così percepire il filo che lega le sue ricerche sul progressivo deterioramento del sistema arterioso dell’uomo con l’avanzare dell’età – oggetto di puntuali dissezioni compiute nell’Ospedale di Santa Maria Nuova – alle indagini sull’erosione degli argini da parte del corso dei fiumi condotte da Leonardo nel Leicester, animato dalla visione della sostanziale simmetria tra corpo dell’uomo e corpo della Terra. Toccherà con mano, ammirando gli studi vinciani sul volo degli uccelli, la convinzione, espressa in molti fogli del manoscritto, della piena corrispondenza tra i moti in aria e in acqua e sulle continue interferenze tra i due elementi. Apprezzerà il diretto collegamento tra lo studio ravvicinato che vi conduce delle dinamiche delle acque correnti, dei danni a uomini e cose che producono, e dei modi per porvi riparo mediante meditati interventi di regimazione alla cui definizione venne applicandosi con assiduità negli anni del secondo soggiorno fiorentino. Potrà infine ammirare la straordinaria carica innovativa della sua produzione cartografica, strumento essenziale per il governo del territorio e per progettare e realizzare interventi di ambizione inaudita, come il canale per rendere l’Arno navigabile da Firenze alla foce.

Il secondo obbiettivo che mi sono proposto è stato quello di favorire la comprensione dell’eccezionale importanza dei contenuti del Codice Leicester e degli altri preziosi documenti esposti in mostra anche da parte dei visitatori che non dispongano di conoscenze approfondite sulla biografia materiale e intellettuale di Leonardo, sul contesto culturale nel quale il Codice fu compilato, sul carattere programmaticamente interdisciplinare del suo metodo di ricerca, sul suo costante ricorso al ragionamento analogico e sulla tensione verso l’innovazione che trasuda da ogni pagina dei suoi manoscritti, così come da ogni sua produzione artistica.Risponde in primo luogo a questa esigenza la dislocazione lungo il percorso espositivo di un considerevole numero di schermi che consentono di consultare il Codescope, un avanzato strumento digitale grazie al quale è possibile sfogliare in rappresentazione digitale ad altissima risoluzione tutte le pagine del manoscritto (con funzioni di ingrandimento, trascrizione/traduzione in inglese dei testi, rovesciamento speculare della scrittura mancina di Leonardo, ecc.), mettendo a disposizione dei visitatori un tutor che illustra in maniera sintetica ma rigorosa le tematiche più significative che vi vengono analizzate. Il Codescope costituisce un originale supporto educativo sostenuto da Bill e Melinda Gates, ideato da Curtis Wong e prodotto da Fred Schroeder e Second Story.Per favorire il coinvolgimento consapevole dei visitatori sono stati inoltre elaborati efficaci strumenti di comunicazione che aiutano a trarre il massimo profitto dalla consultazione delle pagine autografe del Leicester e dagli altri fogli vinciani in mostra. Mi riferisco, in particolare, alla cospicua serie di exhibit e modelli digitali che permettono di seguire i complessi ragionamenti di Leonardo sulla fisica degli elementi, di essere spettatori privilegiati della ripetizione degli esperimenti che eseguì effettivamente e di quelli che concepì esclusivamente col pensiero per verificare la tenuta delle ipotesi che veniva via via formulando su classi di fenomeni al di fuori della portata dei sensi – come il lume secondario della Luna o le trasformazioni che avvengono nel ventre profondo del nostro pianeta. Merita, da questo punto di vista, sottolineare il carattere innovativo dei numerosi filmati digitali, che aiutano ad apprezzare la straordinaria complessità delle sue affascinanti raffigurazioni cartografiche di vasti bacini territoriali della Toscana e dell’Italia centrale, evidenziandone la funzione di master plan al servizio di progetti di ambizione e scala inaudite per il tempo. Esemplare, da questo punto di vista, l’exhibit multimediale che illustra in maniera immersiva il progetto di canalizzazione che concepì per rendere navigabile l’Arno da Firenze al mare; un progetto per realizzare il quale sarebbero stati necessari macrointerventi non solo sul bacino del fiume a valle della Città del Giglio, ma anche colossali opere di bonifica, come quella della Val di Chiana.Né minore sul piano del trasferimento al pubblico più vasto di sistemi di conoscenza complessi è l’efficacia del filmato digitale che conclude il percorso espositivo. Vi viene illustrata in maniera rigorosa ma coinvolgente la visione di Leonardo della continua trasformazione del nostro pianeta, nel quale, in epoche talmente lontane da non trovarsi memoria neppure nelle fonti più antiche, le acque marine sommergevano le cime delle montagne più alte in vastissime regioni del globo. Processi di trasformazione ciclica il cui motore Leonardo individua nell’incessante lavorio dell’acqua, “vetturale della natura”, come la definirà efficacemente nel Ms. K.

Il terzo obbiettivo che si è perseguito è quello di sottolineare come in numerose pagine del Codice Leicester Leonardo sviluppi analisi e giunga a conclusioni che precorrono di secoli princìpi e teorie generali che stanno a fondamento della moderna concezione delle scienze della natura quale emergerà con la Rivoluzione Scientifica e sarà perfezionata nei secoli seguenti.Per questa ragione si è conferito speciale rilievo alle acquisizioni che presentano più evidente carattere di novità rispetto alla tradizione, come l’analisi ravvicinata dei movimenti di inaudita complessità dell’acqua e della molteplicità e variabilità dei processi erosivi dei quali è protagonista, o l’interpretazione che fornì dei processi di diffusione e riflessione della luce solare dai quali deriva il lumen cinereum della Luna. Abbiamo evitato tuttavia di trasformare – come non raramente è stato fatto – i testi quasi sempre frammentari nei quali Leonardo presenta idee innovative in formulazioni coerenti e sistematiche che precorrono compiutamente acquisizioni maturate secoli più tardi. Per lo stesso motivo, sono messe in evidenza alle fonti dalle quali trasse ispirazione, seppure mai passivamente, nell’elaborazione delle proprie visioni riformatrici.Alla corretta ed equilibrata valutazione del rapporto tra debiti nei confronti della tradizione e atteggiamento programmaticamente riformatore contribuiscono i saggi contenuti in questo catalogo, in particolare quelli di Domenico Laurenza sulla fortuna europea del Codice Leicester dopo la morte di Leonardo e di Annibale Mottana sul confronto tra la concezione vinciana della storia della Terra e le principali linee di evoluzione del pensiero geologico nei secoli successivi.

L’opportunità di poter ammirare da vicino le settantadue pagine, colme di testi, schizzi e disegni, del Codice Leicester non costituisce l’unico privilegio offerto ai visitatori della mostra allestita negli spazi delle Gallerie degli Uffizi. Fanno infatti degna corona a quel testimone dell’ingegnosità di Leonardo altri documenti di pregio eccezionale. Varrà la pena menzionare, anzitutto, la presenza del Codice sul volo degli uccelli, compilato a Firenze negli stessi mesi ed anni nei quali Leonardo attendeva alla stesura del Codice Leicester. Impreziosiscono inoltre il percorso espositivo altri suoi disegni magistrali: quelli che raffigurano il volto di una Luna con la superficie coperta da oceani in perenne agitazione che considerò gemella perfetta della Terra; i bellissimi ritratti che produsse di macchine per rendere più spedita la rimozione dei materiali di scavo nelle opere di canalizzazione; le suggestive raffigurazioni del corso dell’Arno nel tratto che attraversa Firenze, con puntuale indicazione dei ponti che collegavano le due sponde. Per non dire dei manoscritti e delle pubblicazioni a stampa degli autori antichi e medievali con i quali intrattenne un dialogo fitto e sempre caratterizzato da forte autonomia critica.

NDR: il presente testo di Paolo Galluzzi, Direttore del Museo Galileo, è un estratto dal catalogo della mostra a cura di Paolo Galluzzi, edito da Giunti

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Paolo Galluzzi