Per il ciclo "Dialoghi d'arte e cultura"

Mercoledì 4 dicembre

“Laboratorio Universale” Marco Masseti, Prima e dopo il “contatto”. L’iconografia zoomorfica del Rinascimento italiano al tempo della scoperta dell’America

Prima della scoperta dell’America, le rappresentazioni artistiche zoologiche erano confinate alla sfera delle conoscenze scientifiche disponibili e, quindi, alle specie del Vecchio Mondo: dell’Eurasia, dell’Africa e a volte anche dei più remoti arcipelaghi dell’Oceano Pacifico. Con la scoperta dei continenti occidentali, invece, l’Europa viene letteralmente invasa dalla bramosia di conoscenza delle nuove realtà esotiche sia sotto il profilo intellettuale, sia economico.

Come spesso succede, gli artisti sono fra i principali interpreti delle nuove esigenze culturali. Fra essi c’è, però, chi chiaramente ha conosciuto alcuni degli elementi della nuova realtà geografica e chi invece è stato incaricato di evocare situazioni ambientali, piante ed animali per cui disponeva solo di informazioni di seconda mano. Possiamo ricordare, ad esempio, il caso del dipinto di Jan Mostaert Paesaggio delle Indie occidentali (1545; Amsterdam, Rijksmuseum). In esso l’artista descrive un mondo che non ha potuto conoscere direttamente. Per fare ciò deve quindi ricorrere all’evocazione di elementi biologici esotici - forse ritratti dal vero - che però non hanno alcuna attinenza con l’oggetto che è stato chiamato a raffigurare. Ciò era possibile perché, in qualche caso, la committenza non era così informata sui nuovi progressi delle conoscenze scientifiche.

Pittori invece come Giovanni da Udine, della cerchia di Raffaello, saranno fra i primi a ritrarre in maniera più che corretta (1518 - 1519) le specie del Nuovo Mondo negli affreschi delle Logge Vaticane. Anche il pittore fiorentino Andrea del Sarto riserverà una particolare attenzione alla descrizione scientifica di alcuni animali americani ritraendoli nell’affresco Il tributo a Cesare (1519-1521), voluto da Leone X per celebrare il defunto padre Lorenzo de’ Medici nel salone “passante” della villa medicea di Poggio a Caiano, nei dintorni di Firenze.

 

Particolare dell’affresco Il tributo a Cesare (1519-1521) di Andrea del Sarto, villa medicea di Poggio a Caiano (Prato).Cappuccino di Marcgrave, Sapaius flavius (Schreber, 1774), in un particolare dell’affresco Il tributo a Cesare (1519-1521) di Andrea del Sarto, villa medicea di Poggio a Caiano (Prato).
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Informazioni

Mercoledì 4 dicembre

Auditorium Vasari, piazzale degli Uffizi, loggiato di Ponente

ore 17.00

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti disponibili