Ritratto di Valentiniano I o di Valente (cosiddetto Costantino)

Arte romana
Data
Terzo quarto del IV secolo d.C.
Collezione
Collocazione
Terzo Corridoio (A24)
Tecnica
Marmo italico
Dimensioni
158 cm (height)
Bibliografia

P. Casari, I volti dei potenti, pp. 64-73, in S. Piussi (a cura di), Cromazio di Aquileia 388-408. Al crocevia di genti e religioni, Catalogo della mostra di Udine (Palazzo Patriarcale, 6 novembre 2008 – 8 marzo 2009), Milano, Silvana editoriale, 2008;  A. Romualdi (a cura di), Studi e restauri. I marmi antichi della Galleria degli Uffizi, II, Firenze, Polistampa, 2007 (con contributi di A. Romualdi, Ritratto di Valentiniano I (364-375) o di Valente (364-378) cosiddetto Costantino, pp. 214-219; D. Manna, Il restauro, pp. 220-221) e bibliografia precedente.

Inventario
1914 n. 273

Il ritratto rappresenta un uomo maturo, dal volto leggermente squadrato e dalla capigliatura a ciocche mosse, cinta da un diadema formato da un filo di pietre preziose di forma quadrata e romboidale. La fronte è solcata da un’unica ruga, e gli occhi, gonfi e sporgenti, mostrano palpebre in rilievo e iridi incavate, mentre le guance cadenti e il doppio mento denunciano l’età avanzata del soggetto. Il ritratto era già presente agli Uffizi nel 1676, frutto di un acquisto di Ferdinando II presso la famiglia romana dei Ludovisi, e sopravvisse all’incendio del Corridoio di Ponente del 1762. Si ritiene che la scultura rappresenti Valentiniano I o Valente II, i due fratelli nativi della Pannonia, saliti al potere nel 364 d.C. ed entrambi morti in circostanze tragiche. La difficoltà nell’identificare con precisione l’identità del personaggio raffigurato è dovuta alle convenzioni artistiche dell’epoca che, al realismo fisionomico, preferivano l’adozione di uno schema figurativo ideale ritenuto adatto a raffigurare la decisione, l’autorevolezza e la forza morale dell’autocrate. Per questo motivo, a proposito della ritrattistica imperiale del pieno IV secolo d.C., si parla di vere e proprie “maschere del potere”, che affidavano la loro identificazione agli attributi indossati e alle iscrizioni che sempre accompagnavano la statua. Risultano di restauro moderno alcuni dettagli del volto, come il naso, le orecchie e il labbro superiore.

 

Testo
Fabrizio Paolucci