Omaggio al Granduca. Memorie dei piatti d'argento per la festa di San Giovanni

Tesoro dei Granduchi-Palazzo Pitti

24 giugno - 24 settembre 2017 (prorogata fino al 08 ottobre) - Eventi

omaggio al granduca allestimentoOmaggio al Granduca. Memorie dei piatti d'argento per la festa di San Giovanni

La mostra mette in luce un episodio appassionante quanto poco noto dell'oreficeria italiana tra Sei e Settecento, che trae la sua origine dalla ricorrenza di San Giovanni Battista e dalle relazioni diplomatiche di Casa Medici che estendeva la sua influenza sull'ambiente curiale romano. Queste circostanze portarono nelle collezioni medicee una straordinaria raccolta di piatti istoriati d'argento, eseguiti su disegno dei più significativi artisti romani del tempo. Tale raccolta fu donata dagli eredi Pallavicini-poi Rospigliosi, per volontà del Cardinale Lazzaro Pallavicini, riconoscente per i molti favori ricevuti dal Granduca mediceo.

A partire dal 1680 e per ben cinquantotto anni Cosimo II e il suo successore, il figlio Gian Gastone, rcevettero ogni anno in dono un pregiato bacile d'argento raffigurante i fasti dinastici della casata fiorentina. L'elaborazione delle composizioni fu affidata ai più valenti pittori al servizio dei Rospigliosi (Carlo Maratta, Ciro Ferri, Ludovico Gimignani, Filippo Luzi...), mentre a partire dal 1700 furono gli stessi argentieri ad occuparsi anche del progetto figurativo. I disegni noti, provenienti da musei italiani e stranieri e da collezioni private, sono tutti esposti in mostra. 

"I 'piatti di San Giovanni' ", come sottolinea il direttore Eike Schmidt, "rappresentavano una celebrazione di Casa Medici, riconoscendone e testimoniandone i grandi meriti nel governo della Toscana attraverso il ricorso a figurazioni che riconducono a valori eterni e a fatti contingenti. Le ricerche condotte in questa occasione hanno condotto a una lettura puntuale delle singole scene, sia per le figurazioni allegoriche che per le scene storiche esemplate su una profonda conoscenza degli avvenimenti. Le raffigurazioni si riallacciavano ai fasti dinastici messi in figura negli affreschi di Palazzo Pitti, dalla Sala di Giovanni da San Giovanni dove la mostra è allestita sotto l'occhio vigile di Lorenzo il Magnifico".

A Firenze gli argenti arrivati in dono a Cosimo II erano conservati gelosamente nella Guardaroba di Palazzo Vecchio, mentre quelli donati al tempo di Gian Gastone rimasero nella residenza di Palazzo Pitti. Estinta la dinastia medicea, i piatti di San Giovanni, come tutti gli altri argenti, furono considerati dal nuovo Granduca Francesco Stefano di Lorena, una preziosa risorsa per ripianare il bilancio toscano al fine di favorire le imprese militari. I piatti vennero fusi e di loro sarebbe svanito anche il ricordo se la Manifattura Ginori di Doccia, per volontà del suo fondatore, il marchese Carlo Ginori, non avesse fatto realizzare dall'argentiere Pietro Romolo Bini, tra il 1746 e il 1748, le forme in gesso tratte dagli originali in argento da cui sono derivati i calchi in gesso esposti in mostra.

Oggi i calchi, donati molti anni fa dal marchese Leonardo Ginori Lisci alle Gallerie fiorentine, sono esposti nelle sale di Palazzo Pitti che accolgono il Tesoro dei Medici e sono l'unica testimonianza tangibile della magnificenza della perduta serie in argento.

La mostra, come il catalogo edito da Sillabe, è a cura di Rita Balleri e Maria Sframeli, promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con le Gallerie degli Uffizi e Firenze Musei.

Orario mostra

Martedì - domenica

8.15 - 18.50

Chiuso il lunedì