"Un fragile Capolavoro": reliquiario mediceo in mostra al Museo dell'Opificio delle Pietre Dure

24/05/2017

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Il reliquiario in vetro del Tesoro dei Granduchi è un’opera straordinaria, oggetto tecnicamente raffinatissimo e raro. Ampia è la gamma di materiali che compongono l’opera:  vetro, legno, concrezioni calcaree, conchiglie, gesso, carta, cristallo di rocca, metallo e stoffa. Le scene tratte dai Misteri del Rosario e della Crocifissione sono state realizzate con la tecnica ‘a lume’, ovvero scaldando delle bacchette di vetro colorato sulla fiamma, modellando con strumenti metallici le forme e saldando tra loro le parti. La gamma cromatica delle decine di piccole figure si articola a partire dal bianco degli incarnati, aggiungendovi poi i capi di vestiario e gli ornamenti. L’uso di oggetti preesistenti, quali perle o decori per gioielli dalle lavorazioni riconoscibili, come quelle in ‘murrina’, è diffuso nella scena del monte Golgota e in quelle dei Misteri Gaudiosi, Dolorosi e Gloriosi.

Il recente intervento di restauro si è concentrato sulle cornici perimetrali che risultavano abrase nelle parti in raso di seta rossa e lacunose nei motivi decorativi vitrei soprammessi. L’intervento, oltre alla revisione della stabilità degli incollaggi e alla pulitura di tutte le figure, ha restituito miglior leggibilità alle cornici perimetrali con l’integrazione cromatica delle abrasioni e con la riproposizione degli elementi decorativi mancanti, realizzati in resina con un metodo innovativo cioè la modellazione tridimensionale e stampa 3D. In questo restauro sono state ricollocate le sette urne contenenti reliquie e un personaggio della scena della Crocifissione, rinvenute di recente nei depositi del Tesoro dei Granduchi.  In occasione del restauro la coordinatrice del Tesoro dei Granduchi, Valentina Conticelli, ha riferito l’opera a uno dei più importanti centri di lavorazione del vetro a lume: Firenze. Tra il Cinque e il Seicento, grazie agli sforzi di Cosimo I e Francesco I Medici, la città granducale infatti valorizzò l’arte vetraia avvalendosi anche di rinomati artisti come Niccolò di Vincenzo Landi da Lucca, che dal 1591 al 1623 diresse le fornaci di Boboli e Uffizi. A questo artista, con ogni probabilità, si può attribuire la straordinaria realizzazione di questo raro manufatto.

Un fragile Capolavoro.

Il restauro di un reliquiario mediceoin vetro a lume

Museo dell’Opificio delle Pietre Dure

via degli Alfani, 78 - FIRENZE

dal 24 MAGGIO al 24 SETTEMBRE 2017

Dal lunedì al sabato, 8.15 - 14.00

Biglietto intero euro 4

Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di Restauro : Soprintendente Marco Ciatti; direttore del restauro Laura Speranza; restauratore Mattia Mercante; Documentazione Fotografica: Marco Brancatelli; Analisi scientifiche: Monica Galeotti e Isetta Tosini                                    

Gallerie degli Uffizi: Direttore Eike Schmidt; Coordinatore del Tesoro dei Grnaduchi: Valentina Conticelli